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giovedì 12 novembre 2009

ARTXENIA STA MIGRANDO

Al fine di migliorare la fruibilità del blog, ARTXENIA si sta spostando sul link
dove verranno pubblicati tutti gli aggiornamenti a partire dal 11/11/2009 .

domenica 26 luglio 2009

Parteciperò



Parteciperò.




Nascosto da un decennio
rivoglio il mio mondo di parole,
nei meandri umidi di troppa solitudine
potrebbe anche sbocciare un fiore,
ma subito appassirrebbe,
soffocato dal rombo di un silenzio,
assolo per urla a bocca chiusa.
Senza vedere attraverso ad un solo orizzonte,
rivoglio il mio mondo di luce,
disperso tra arcobaleni di buio,
che i soli pensieri senza forma e senza sfogo,
proiettano sul muro dell'indifferenza.
Rivoglio il mio mondo di suoni,
dopo i ritmi sordi di tromboni senza ritegno,
delle cornamuse della sera,
nel pasticcio di melanzane di mille proclami televisivi.
Nella sera della ragione ascolto i gemiti di passati rancori.
Senza se e senza ma
rivoglio completarmi nel senso dei sensi,
come una mano di bimbo colorata,
disegnare ghirigori su di una tela immacolata.
Arcobaleni di sensazioni dal tavolino di un caffè,
intorno bianca pietra d'Istria del mare il riverbero diffondere,
sotto lo sguardo complice
di Micheze e Jackeze.




Maurizio Clicech

domenica 19 luglio 2009

VORTICI



Vortici.



Vortici di parole
come turbini di pensieri,
impregnati di vento
fuggono centrifughi
a questo mondo presente,
a questa brama di occupare
ogni umano empireo
col nulla sofferto,
ad Arroganza offerto.
Vortici di pensieri
come turbini di ricordi,
effimeri si disperdono
nelle ampie anse del tempo.
Ovunque impera monetaria ignoranza,
nel senso del dovuto prezzo
cui nulla è affrancato.
Etichette.
Uomini come merci da piazzare,
storie piegate
da decisioni di imbiacati saccenti.
Assurde.
Realtà del pensare positivo,
per nascondere il senso vero
del nostro ancora umano percorso,
verso che meta non indicare.
Guidare masse inutili
di schiavi nuovi del sistema
pronti anche il proprio respiro a pagare
privatizzato in nome di un progresso,
che senso non ha,
se non nel sommare averi su averi
comminando in basso altri nuovi doveri,
ma senza pensieri, sorridendo al sole che nasce
al cielo al tramonto
alle bocche cucite
ai pensieri legati
dai lacci del settario volere,
senza fede e senza colore,
solo per avere,
potere.


Maurizio Clicech

domenica 12 luglio 2009

Luna moderna dell'attesa.


Ho fotografato la luna

ho ululato alla luna

ho baciato abbracciato alla luce della luna

ho ascoltato la voce della luna

adesso guardo il cielo e aspetto....

aspetto te, luna, segno di donna
di questa notte signora...
.
.
.
Maurizio Clicech

sabato 4 luglio 2009


Adesso Verde.


Di caldo e mosche un'immagine,
luglio altrove.
Tra ricche natiche equestri una coda di crine
ritmicamente,
scacciare.
La volpe nella sua tana sicura.
La volpe al di là del fossato
frusciante
di rinfrescante acqua piovana,
scrosciante.
Campagna verde come i piselli surgelati verdi oltre.
Campagna inglese.
I bianchi destrieri signore e signori portare.
Sembrano i cavalli intenti a parlare,
gli uomini a nitrire.
E' solo un quadro,
fortunatamente non si vedono ancora i cani,
ma il gentiluomo intento a starnazzare una cornetta al cielo,
ha una faccia da bracco,
quell'altro vicino su di un nero destriero,
il lungo mento come il naso di un levriero.
Volle l'artista vendicarsi o chissà,
ma cotale nobiltà
appare deforme e grottesca,
l'unica seria, la lontana volpe
a riposar tra l'erba fresca.



Maurizio Clicech.

venerdì 19 giugno 2009

La Fine.


Sento il mio essere,
lontano, perduto forse,
nel “ non ho nulla da dire “,
ormai,
come in ogni mia ora,
posso solo subire,
volontà aliene ai miei giorni,
varcare le tenebrose soglie,
dei miei quotidiani inferi,
interferendo coi passi lenti,
che forzo per evitare
la corrente di tragici secondi,
uno sull'altro a seguire,
nel regolare scorrere del tempo.
Controcorrente,
movimento rattrappante,
cronografo dalle troppe complicazioni,
inceppo pensieri in ruote dentate,
scappamenti di sapere.
Altrove,
pensieri di neve alterati decidono,
in forse la logica,
lasciata saggezza nei polverosi scaffali,
di abbandonati scritti
di polvere e fatica avvinti.
Non ho più nulla da dire,
come in ogni mia quotidiana tenebra,
non posso far altro che subire.
Lampi di stelle,
il previsto futuro lasciare,
nei viandanti crocicchi senza luna,
le mie strade,
tutte le mie strade inesorabilmente incrociarsi,
all'infinito desco,
dell'economica supponenza.
Non sapendo,
che gli orchi adorano,
una cravatta di seta.


Maurizio Clicech

domenica 14 giugno 2009


Come il tempo scorre nelle attese.

Certo di sapere,
di volere e ancora cercare,
certo di accarezzare del mio tempo le ali,
sfoglio immagini,
dei ricordi i volti.
Echi di una storia ancora cronaca,
sofferenze ancora uguali e gioie,
e sentimenti, affetti,
nel tutto gridano,
voce dei miei girotondi sempre bambini,
gli occhi al cielo sognando il domani.
Volgo stigmate di azzurro verso l'abisso,
che ingoia quei volti e li trasforma in ricordi,
nel nero riflesso dei miei occhi,
in una pozza di vita innanzi ai nostri passi.
Girarsi grati dal nuovo percorso,
e salutare,
a chi gratitudine devo esprimere,
alle loro,
eterne,
memorie.


Maurizio Clicech

martedì 19 maggio 2009

IL VIAGGIO DI MAURIZIO MASIERO


e ti piace partire
inizia così
quello che vuoi
dire
Spararsi viaggi in auto mentre la musica ti entra dentro
con il volante in mano e la follia nella mente
che radica ogni volere
che imprime solo realtà
Nascosto dalla sollecitudine del dover creare qualcosa di grandioso
benevolo
perfetto.
Invisibilmente terapeutico
La messa in opera è sostanziale
eccellente
Sono momenti
Solo momenti
PROGRESSIONI.
Sudori che suonano e avvolgimenti che liberano
dalla puzza a cui sei abituato
dal martirio cui sei proposto
legittime ed infinite materialità donateci per conto terzi
come esporre effimere novità di aspiranti liceali
che si impegnano
e ce la fanno.


Maurizio Masiero

martedì 14 aprile 2009

ANCORA L'INQUIETO MASIERO, GRANDE!


GRADIREI




tutt'intorno mi arrotolano

mi mandano in confusione
dicendomi
che mi gradiscono

E' così scoppia
il mio lamento
e così che lascio nascere
coi piedi rivolti, ignaro agli sberleffi
supponendo che sia in versi
la mia pervasione dell'inutile unione
che da sempre
cerco d'allietare.

Non cerco blasfemi
nè preservativi che ne parino le fuoriuscite
solo peccati
che non abbiano necessità
di confessione

IPERLOGICHE usate con setacci e passini.

Perchè mangiarsi le godurie?
Solo per un disturbo che altrui persone designano per legge?
Solo per te?

Gradirei una o due efferranti novità
Preferirei che la congestione avvenisse in tanti
Maledirei l'alba che non vedrei

ma devo partecipare
anche stanco, logoro e a pezzi



Maurizio Masiero

venerdì 13 marzo 2009

INQUIETO E GRANDE MASIERO


Non esiste un limite che delinei quel qualcosa
che
Inspiegabile
T’arrocca per non farti friggere
e
maleodorante
Renda il tuo vagare
Quasi quasi come una spremuta d’alcova
Perpetuamente pensile
logora e inaccessibile
Giacchè sensibile al minimo ristagno
Giacchè sensibile al minimo riassetto

Sei Sporca o di purità composta?
Ti senti eterna o passeggera?

Silvia TU Sei brama del sapere
Silvia tu SEI brama del sapore

L’occhio che hai fisso dell’avventura
Come solo nei sogni imputa la sua voglia
Veniale forse magari macchinosa
Ti prende il naso e lo schiaccia come fossi una forestiera
Poi se lo mangia dicendoti
Che non sei vera

Ma tu
che il DOLORE
Lo senti davvero

Gli sputi in faccia la sua seccante saliva
Lo denigri
prendendolo ai piedi con arguti pensieri
e lo siedi
perforandogli l'anima
non necessariamente tramite la tua bellezza
non necessariamente grazie al tuo splendido corpo
così salino
così fantasioso

La tua vita è una poesia
che s'intrattiene tra le pieghe del tempo
addomesticandolo
portandogli compagnia.
Siamo NOI che lo dobbiamo fare
SIAMO NOI I VERI AMICI DEL NOSTRO TEMPO.

Maurizio Masiero

mercoledì 11 marzo 2009

OGNI TEMPO DELLA VITA


Ogni tempo della vita
senza chiederne dell'altro
sbatte addosso a quell'altro che se ne è andato

Lui gli trasmette solo sussurri
i cavilli che ha distinto su onde da mercante
sbalza i coriandioli colorati dal lerciume
te li pone in mano
te li fa saggiare

Non v'è niente mai da scordare

Troppo bello
e
troppo estasiante
è
Vivere
Vivere Ancora.



Maurizio Masiero

domenica 8 marzo 2009

ECCOMI DI NUOVO A VOI


Ciao carissimi!
Come potete notare NON vi dimentico e so che mi seguite sempre. Ogni tanto passo a trovarvi e vi porto le novità. Intanto auguri a tutte le donne per l'8 marzo, che sia un inizio alla libertà vera, al rispetto a tutto tondo per la donna e per tutto ciò che rappresenta.

Come siete messi a nuove opere? Perchè...io vi aspetto al concorso I VIAGGI DIVINI, eh? Non mancate di partecipare, il regolamento lo trovate al sitone, Poesiablu.

Vi aspetto numerosi, anche perchè voglio conoscervi tutti di persona, a Montecosaro dove faremo una festa meravigliosa in data da stabilirsi (mi metterò d'accordo con le vostre esigenze, ok?). Vi consiglio anche di approfittare, se vi interessa, dei corsi di lingua inglese via web prposti dalla nostra amica poetessa ROSSELLA CEA.

E non smetterò mai di sollecitare i vostri quaderni divini, sia in poesia che in narrativa!! Ma chi vi dà questa opportunità?? Forza ragazzi!!! Un libro gratuito con le vostre opere.

Non facciamo in tempo a realizzare l'antologia sul padre per il 19 marzo, ma la faremo, a dispetto dei ritardi, perchè i nostri padri meritano regali poetici tutto l'anno!!!
Hanno avuto successo le agendine poetiche, i calendari, i bicchieri e le magliette con le vostre poesie!! Se dovete fare regali orginali pensateci!!!

Ancora: Tutti i dvd inerenti alle poesie per la strada li metteremo poi sul sito Poesiablu, su youtube, nyspace, facebook. Quindi come vedete non ci fermiamo!!!
Forza, forza, forza!!! Il concorso scade il 20 aprile, mi raccomando!!!

Leggete il mio excursus sull'inquietantismo, stiamo valutando materiale per antologie sullo stile!!! Scrivetemi.
Ah...non dimenticate di partecipare ai blog di ARTXENIA e di 30 DANARI, nonchè di inviare materiale al sitone.

Baci e auguri, d'azzurro, sempre.

La vostra Divina

ECCOMI DI NUOVO A VOI

Ciao carissimi!
Come potete notare NON vi dimentico e so che mi seguite sempre. Ogni tanto passo a

lunedì 2 marzo 2009

SOLO DIECI MINUTI


SOLO DIECI MINUTI



solo dieci minuti
immagina di non avere nemmeno un secondo in eccesso
trova le parole
che aprono le serrature
le mura
che ci dividono
e i sepolcri
che sono bui
mattoni, tranelli, balbuzie
non arrenderti
tendimi la mano
arrotolala alla mia
intersecala perfino
alla mia gioia di vivere e di non morire
solo dieci minuti sono trascorsi
non abbiamo creato nulla di nuovo
desistiamo ma ci abbiamo provato
Questo basta
Ti amo




Maurizio Masiero

venerdì 27 febbraio 2009

LETTO D'AMORE INFINITO



BRANO LETTERARIO MUSICALE DI PAOLO FILIPPI CON L'AUSILIO PREZIOSO DEI VERSI DELLA NOTA POETESSA SILVIA DENTI .


da: http://www.youtube.com/watch?v=2aj5nzIVhL4

mercoledì 25 febbraio 2009

MAURIZIO MASIERO, L'INQUIETO


Questa sera muore
se ne va senza nulla pretendere
probabilmente assomiglia a tante, tantissime altre
entra a far parte dello sconcerto materiale

Non è straripante ne' fantasiosa
sembrerebbe quasi cestinabile
tantè che non si desidera scoprirne il dì passato
che l'ha pian piano definita

Questa sera è però calma
invita alla riflessione
alle strategie, alle parsimonie e alle logiche
è capace di donare future disponibilità
per limare tentennamenti

fa sì
di non fermarsi
come statuette di sapone
solamente a sognare

Sai Silvia
dopo cola dalle dita
e si imbratta di schiuma che svanisce

Non è più possibile
almeno sempre.

Maurizio Masiero




Ecco ancora la prova di questo percorso intriso di inquietudine in cui l'uso del metro e della scansione semantica permettono di giungere alla concezione di una poesia madida di una realtà straziata , addentro alla crisi sociale a volte al limite della distruzione, ma....il filo dell'inquieto ritrova, sopra il dolore, una forza che va a toccare la rinascita, la resurrezione.

Questo è tipico degli Autori che fanno parte dell'inquietantismo e Maurizio Masiero, ben ritrovato, esprime molto bene il concetto.

Grande prova, meraviglioso lavoro, grazie amico carissimo per avermi resa parte della tua riflessione.


Divinafollia (Silvia Denti)

(L'immagine che voglio abbinare è un dipinto estremamente inquieto di Roberto Matarazzo)

martedì 24 febbraio 2009


HANNO RIDOTTO LA CULTURA.
Oggi su di un quotidiano nazionale è stato pubblicato un articolo di Alessandro Baricco riguardante il mostruoso amplesso tra la cosa pubblica e le manifestazioni della Cultura. Senza entrare nel merito, per non cadere tra l'altro in quella partigianeria insensata che zavorra il libero pensiero nazionale, vi posto il link
invitandovi soprattutto a riflettere.
Male o bene che sia, che ci piaccia o meno, che ci trovi d'accordo o contrari non conta, secondo me, il merito che va a Baricco è quello di avere avuto il coraggio di parlarne. Chi è impegnato nella cultura sa quali e quanti ostacoli ci si trova davanti, e purtroppo i mecenati nostrani sono molto lontani dal senso stesso del mecenatismo, per tutti sia l'esempio del Barone Pasquale Revoltella, che pur nell'avversità mai mancò di civismo, ma forse erano altri tempi, in questi, nostri disgraziati tempi, in cui "sport e cultura" viaggiano assieme nelle Pubbliche Amministrazioni, forse, meglio sarebbe aumentare la partecipazione DI TUTTI, in modo da tenere fuori dalla logica di mercato quelle espressioni che rischiano, e molto, il silenzio.
Ma forse questo non è un problema.

domenica 22 febbraio 2009

Le periferie dell'anima.

Le periferie dell'anima.


Ho visto,
i compagni passati della mia condivisa periferia,
perdersi.
Ho seguito, mesto e incazzato,
il loro ultimo viaggio,
senza più preghiere.
Troppi alieni falsi amici,
troppi sciagurati esempi,
farsi largo
nel mare d'ignoranza
tra quei fanciulli abbandonati,
tra le torbiere di una periferia,
urbana.
Momenti,
ricordi del muretto da cui buttarsi giù senza paura,
volare una libertà sconosciuta,
tra gli opposti si deve e non si deve,
contraddizione dell'incontro culturale,
che nei bicchieri ormai vuoti d'osteria
generava solo alienazione.
Sogni,
infranti dietro ad un pallone,
un lavoro troppo umile
quattro soldi che finivano all'istante.
Perdersi,
nei meandri della vita
cercando di completare
sempre,
quel qualcosa che mancava,
quel qualcosa che non c'era,
quando prima,
dal muretto in alto,
si volava libertà.




Maurizio Clicech

venerdì 20 febbraio 2009

Narici d'argento

Narici d'argento.

Tirare la polvere con avido desiderio
da un liscio supporto
specchio
sentirne immediato l'effetto
e con esso volare in spazi
esenti da limiti e paure
osare
oltre ogni proprio senso
forzando le porte della sorte
lasciandosi dietro le ceneri del tempo.
E se in quelle ceneri umani esseri vaporizzano
la loro vita,
un'altro destino
non conta.
Essere in vantaggio su quello a destra,
arrivare un istante prima di quello a sinistra
sparare le cazzate più roboanti e se serve,
tirare con le narici d'argento
altro candido nutrimento.
Conta,
conta pure i numeri del tuo cervello,
li vedrai decrescere
fino al momento in cui,
le tue narici d'argento tireranno
la terra,
che inesorabile,
ti ricoprirà le ossa.
Fuori,
altri,
calpesteranno comunque,
la tua memoria.


R.I.P.

come tutti,
commendator narici d'argento.

Maurizio Clicech

giovedì 19 febbraio 2009

PROTESTA MUSICALE

Amici!!!

Grido stasera e lo faccio a nome di tutti coloro che amano l'arte e, in questo caso, la musica.
Come ben sapete, sono mamma (e cosa c'entra? direte...) di una ragazzina alle prese con i primi interessi artistici. Per farla breve: alla trasmissione AMICI, di Maria De Filippi, ieri sera, hanno
estromesso la bravissima SILVIA OLARI.

Credo che un programma tanto seguito dai giovanissimi debba essere privo di ogni tipo di corruzione, di ingiustizia. Come possiamo pretendere poi che i nostri figli rimangano ancorati ai loro valori, quelli che trasmettiamo loro?

E' un bel programma quello di Maria De Filippi, ma negli utlimi anni sta riscuotendo parecchio ascolto più per le scaramucce intestine che per il suo vero significato. Quest'anno poi, ha raggiunto l'assurdo. Lo seguo perchè condivido con mia figlia i momenti che ama, lo seguo perchè amo la musica e mi piacciono i giovani che si mettono in discussione.
Il caso di Silvia Olari mi pare proprio l'esaperazione di inutili discussioni tra gli insegnanti della scuola e i ragazzi stessi. Se mia figlia dovesse partecipare a un programma così non mi avrebbe dalla sua parte se si comportasse come la maggior parte dei giovani là dentro. Maleducati, invidiosi, cattivi d'una cattiveria tagliente... No, non glielo permetterei.
Gli insegnanti dovrebbero essere, come in tutte le scuole, degli educatori. Invece questo non si percepisce. Una commissione seria dovrebbe essere unita e non sempre in disaccordo e agli studenti certi comportamenti e atteggiamenti non andrebbero consentiti.
Escludo però il maestro Luca Jurman da questo discorso perchè a mio avviso è l'unico che si comporta da professionista e da vero insegnante: capace, paziente, amico dei ragazzi, ma con polso e serietà.
Sto naturalmente riferendomi alla sezione "canto", non giudico gli altri insegnanti perchè non sono interessata alle altre materie.
Ad ogni modo Silvia Olari e, da quando è iniziata la trasmissione credo otto anni fa, un talento immenso, con una capacità naturale che si trova raramente.
E' stata mandata fuori dai suoi stessi insegnanti. Assurdo. Inconcepibile. Solo Luca Jurman ha compreso il grande talento. I ragazzi contro di lei sono giovani e da compatire, anche se molto maleducati, cosa che non ho mai visto nella stessa Silvia, sempre moderata e gentile, trattenuta e civile. Alla domanda di mia figlia :"Mamma, ma lo vedi? Essere buoni e cortesi, corretti significa questo?". Un figlio dotato di intelligenza, che nota tutte queste cose, arriva a farsi dei quesiti.
Che esempio diamo? La televisione che diavolo insegna a questo punto?
Scusate lo sfogo, era un dovere che sentivo di svolgere per mia figlia e proprio su questo blog di protesta. E protesta sia. Silvia Olari ha una voce stupenda, suona il piano divinamente, è una ragazza umile, gentile, una ragazza che merita attenzione. Ascoltatela su myspace, sentite come canta e interpreta Giorgia on my mind! Rarità. Davvero.
Vi abbraccio d'azzurro.
Divinafollia

mercoledì 18 febbraio 2009

Che ne sai di tre figli

che ne sai te di tre figli e di tutto quello che c'è da dire
da fare
oltre alle nouvelles del pensare che si spiegano nel turbine dei sentimenti
fagocitanti noia e dissapore
portamenti e languori
clessidre che se ne vanno esaurendosi senza più ripartire
le infinite sostanze che si assemblano particolarizzando gli attimi che le
compongono
inebrianti quanto le fusa
sollievi sorridenti
contrasti inutili e piccole curiosità di alchimie venute dai tempi
che ne sai te
piccola donna bruna di questo gigantesco pianeta blu e bianco?
Credi veramente di esserne parte?
Credi davvero di possederne un pezzettino?


Maurizio Masiero

Una lirica di Maurizio Masiero.

Liutai mi seguono da ore per strapparmi il pigiama che indosso
in questo sogno tentano di riuscirvi
Desiderano la nota mancante
e perifrasi lancillanti stoccate da essa
Coraggio
Perditi nelle braccia di un millepiedi tuo amico
tutto verde e polposo di rosso è stonato ma è abile e credibile
lotta tantissimo
e non si arrende mai
E' sovrano dell'orto che coltivi con la pazienza di un saggio
è solo
non ha amici
ma lo ha messo a sedere.
Rinvigorirò l'orto e il giardino
le piante i fiori i sassi ed anche le erbacce
i colori e i profumi
ma lui, il millepiedi
mai lo toccherò
E' lui la nota che seguono i liutai da tempo
Mi farò un bel pigiama
coraggioso da esporre
pieno di piedi forse mille
Lo indosserò quando vango


Maurizio Masiero

lunedì 16 febbraio 2009

Dettagli di donna


Dettagli di donna.


Forme celate dal velo dei tempi
svelano incontenibili aneliti di vita,
nel respiro del passo ritmato delle stagioni.
Foglie di pelle raccontate dal linguaggio dei sogni,
segnano il lento alternasi delle stagioni,
mentre di luna in luna lo sguardo, materno,
osserva.
Il mondo di porpore e falsi merletti
crea artificiali distanze,
alimentando credenze
innaturali.
Respiro dei tempi in ogni istante d'amore,
segna il futuro ad ogni palpito celeste,
ad ogni battito di cuore.
Pulsano germi malati
in pensieri di arcana ignoranza,
pulsano sacche di marcio,
pus dei mondi,
nelle fogne di menti alienate.
Soltanto l'amore,
mantiene il livello della coscienza,
frammenti di donna,
nella scala dei tempi.



Maurizio Clicech

giovedì 5 febbraio 2009




lunedì 2 febbraio 2009

CARLA ZANCANARO, POETESSA DEL DISSENSO


CAMMINAMI SUL CUORE



Camminami sul cuore

dissacra ogni centesimo di pelle

immergiti nella conchiglia ombrosa dei miei seni.
S'accende fra mille labirinti la tua bocca

s'accascia umida carezza

sull'ampio respiro del bacino.
Rigonfio di mirra è il tuo sacchetto

non finirà la notte se fra le cosce scalpita la voglia

profila l'ombra il dardo che trafigge.
Ti prego, vieni,è così dolce e torbida la carne,

a grappoli esploderà la stella prima che il gallo canti.

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LE RAGAZZE DI GAUGUIN
Sono fiori di carne le ragazze di Gauguin.
Hanno negli occhi del cormorano i voli,
respiro di mandorle tostate, sulla pelle,
sotto la gonnellina edemiche mappe di tesori.
Brivido si fa la notte nell'ukulele canto,
s'aprono, succose al morso,
natiche, movenze antiche disvelano l'ambìto accesso.
Le mani
svolio di foglie inargentate
accarezzano turgidi gonfiori
e li possiedono al ritmo più incalzante,
labbra che già si schiudono
nel pregustare del seme
la prelibata essenza.
Sono fiori di carne le ragazze di Gauguin.
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DISTESO SUL MIO CORPO


Chiara e serena notte.
Disteso sul mio corpo
divagavi su Walt
il caro vecchio Walt Whitman.
Giocavano le tue mani
sul pube risvegliato
un canto salmodiava il mio bacino,
scovava paradisi fra le cosce
e la tua lingua schiudeva ostia consacrata,
piccole labbra e mappe di orifizi sconosciuti.
Mi possedevi
e la sua ombra cosmica e pagana
calcava la tua orma,
immensi mari e varchi invalicabili
esplodevano nel dionisiaco fulgore della carne.
Di te mi resta quel desiderio
rauco e muto,
brivido di luna
sul corpo dissacrato,
di lui, l'urlo,
il mito depredato
l'anima,
nelle ingiallite pagine
sopra il mio comodino.

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A V. M.
Ti ho rinchiuso
nell'enclave del sogno
qui vivi immenso ,eterno.
E mi ritornano i tuoi occhi
torbidi laghi
tracimano sul corpo abbandonato.
Poi la tua bocca,
le labbra
la saliva umida e carnale
spargeva linfa di tabacco e miele
sulla profanità della mia pelle.
Più non geme, orfana di baci,
la carne, nè mi sazia la solitudine dei sensi,
sacrilego il tuo sesso
sopra il divino altare.
Quando la notte inghiottirà la rosa
sarà di marmo la mia voce
un'ombra cavalcherà la luce
non è così lontana Samarcanda.

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UN AMORE (divinizzato corpo risplende al corpo del carnale cero)

"Non senti l'allodola cantare?"

La notte non aveva più favole da raccontarmi

sul letto sfatto..si era consumato il tempo.
La sua voce sul mio respiro,

la mia gonna, il suo maglione,le mie calze,

i suoi jeans danzavano sulla moquette,si allacciavano,

si strusciavano pregni dei nostri umori, giacevano.
Poi le sue parole:

"Che la tua mano mi accarezzi mentre tutta ti bacio.

Inchioderò l'istante che fa saltare il cuore in gola,

indugerò sulla sacralità del ventre e resterò nell'arnia delle cosce

assaporando speziato il tuo miele...."



CARLA ZANCANARO


Carla Zancanaro, di Mestre, è una delle poetesse che più mi convincono nel panorama letterario

contemporaneo. So che ultimamente le sue poesie sono state oggetto di critica negativa per le tematiche affrontate inerenti all'erotismo. Per questo motivo tengo in modo particolare a rendere visibili queste meravigliose liriche da lei scritte. Trovo stupido e insensato il giudizio

che le viene rivolto in maniera del tutto gratuita: Carla ha una penna sicura, viva, forte ed immediata. Fa parte dei poeti inquieti che io amo moltissimo, ha sempre dimostrato estrema sensibilità ed è pittrice delle sue opere,lei le colora, le muove con la punta della penna, come in danze sensuali ed armoniose.

Il dire in maniera esplicita il racconto amoroso, tradurre le emozioni, non significa cadere nello scurrile. Non voglio dilungarmi perchè ritengo di basso livello intellettivo coloro che si permettono di obiettare su tanta meraviglia espressiva. Quel che più mi preme è far sentire la sua voce perchè lo merita e ....se i fiori del male potessero parlare direbbero che le poesie di Carla Zancanaro profumano di buono, di vita, di amore.


SILVIA DENTI