
Come il tempo scorre nelle attese.
Certo di sapere,
di volere e ancora cercare,
certo di accarezzare del mio tempo le ali,
sfoglio immagini,
dei ricordi i volti.
Echi di una storia ancora cronaca,
sofferenze ancora uguali e gioie,
e sentimenti, affetti,
nel tutto gridano,
voce dei miei girotondi sempre bambini,
gli occhi al cielo sognando il domani.
Volgo stigmate di azzurro verso l'abisso,
che ingoia quei volti e li trasforma in ricordi,
nel nero riflesso dei miei occhi,
in una pozza di vita innanzi ai nostri passi.
Girarsi grati dal nuovo percorso,
e salutare,
a chi gratitudine devo esprimere,
alle loro,
eterne,
memorie.
Maurizio Clicech
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