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lunedì 19 gennaio 2009

La mia vita.

Vita da poeta controcorrente,
soffrendo l’alterigia del contesto,
da sempre cercando qualcosa,
forse solamente il profumo di una rosa.
Felicità ricevendo da ogni piccola cosa,
sentire il dolore degli altri nei propri pensieri.
La volontà di cambiamento
supportata solo dalla penna e da un foglio bianco,
inizialmente,
coprirsi poi di astratti ghirigori,
versi, non basta.
In questo strano universo
di falsi bisogni,
di ignoranza programmata e diffusa,
del visibile predominante sull’essere,
la sola forza dei versi
non basta.
Verrai celebrato non per le tue opere
ma solamente per quanto hai pagato
il tuo SUV.
Io, poeta controcorrente,
vado a piedi,
ho un’automobile che gli altri,
color che vivere sanno,
non avrebbero mai comperato,
eppur, si muove,
io poeta controcorrente,
triste in questo mondo senza gioia,
non trovo più sereni sorrisi,
guardandomi intorno,
ma biechi ghigni su improponibili labbra.
Non lo so dove andremo,
il nostro viaggio potrebbe assumere
contorni oscuri,
se il senso di marcia si dovesse,
anche se lentamente
invertire,
rendendoci per dolce
una nuova, necessaria,
servitù della gleba.
Poeta controcorrente soffro,
questo momento senza futuro,
nello sperpero assurdo,
di ogni umano buonsenso.


Maurizio Clicech

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