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lunedì 12 gennaio 2009

INTERMEZZI

Intermezzi di violenta guerra interrompono una santa pace,
del buon senso più che dei sensi,
immagini di altrove,
bambini morti sepolti dall’ignominia adulta
far capolino a testimoniare un orrore
che comunque è altrove.
Nessuna guerra potrà mai essere giusta,
al limite giustificabile,
turandosi ogni senso col prosciutto del nostro quieto ben vivere.
I bimbi soffrono sempre per primi,
le colpe dei padri
l’ignavia dei saggi
le contingenze negative
gli sforzi di pace
le tensioni ai confini
i regali al nemico
i cortesi contraccambi,

i bimbi soffrono per primi la fiducia nel futuro.

Ma feroci orchi si aggirano per carpire….
Orchi senza presente
Adulti senza futuro
Bambini un tempo forse
O forse nemmeno,
Innocenti colpevoli di esser stati, allora,
Solo bimbi, da altri,Usati.

Soffrire con gli occhi ignari,
soffrire e morire, angeli senz’ali
senza aver potuto volare una vita,
solo una vita e null’altro.

I cimiteri per date di guerra
Riportano ordinati i bimbi sepolti
Dalle proprie case,
certezze di solide mura
annullate in un sordo boato
e poi più nulla.
Ordinati in file
10 giugno 1944.
Era qua…ma tanto tempo fa:
ormai come se fosse altrove.

Bambini soffrire con gli occhi ignari
I giocattoli perduti degli adulti
Uova colorate,
allegre,
portarsi via occhi innocenti,
manine innocenti
piedini innocenti
vite innoncenti,
ma era tanto tempo fa,
era qua,
ma è come se fossero altrove.
Ma ditelo all’occhio di Roberto,
alle dita di Giacomo,
Al piede di Giuliano,
al futuro di Marino,
voce bianca per sempre,
sarà difficile convincerli,
che oramai è come se fosse altrove.

Alle parate degli eroi non portano mai le carrozzelle dei reduci,
…quelli che si rovinano per bettole o peggio
per convincersi che era altrove.

Nessuna guerra potrà mai essere giusta,
ma solo giustificabile,
se nel novero dei danni collaterali,
finalmente figureranno gli attori
che da sempre soffiano sul fuoco
e agli altri fanno pagare
lo scotto di quei soffi sulla brace..

Se c’è un inferno,
quello è il loro paese
la loro fede
il loro credo.

I bambini sono il nostro futuro,

questo dovrebbe bastare.

Ma noi
Non sappiamo più amare.



Maurizio Clicech




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