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giovedì 18 dicembre 2008

DALLA NOSTRA CARA ROSS

ARTE
Arte..quanti significati racchiude questo termine…
È sempre riduttivo parlarne anche per me
che con le parole ci lavoro ,perché in virtù della sua stessa grandezza, tende a sfuggire a qualsiasi definizione e a qualsiasi tentativo di etichettarla.
L’arte per me è ciò che ci permette di liberarci dai vincoli materiali che la condizione umana ci impone per innalzare il nostro spirito verso Dio.
Come direbbe un greco antico , gli dei hanno voluto in qualche modo consolarci dagli affanni dell’esistenza, regalandoci questo dono. Il dono dell’espressione artistica.
Noi miseri esseri di fango ci siamo ritrovati in questo mondo cattivo ,costretti a sottostare alle leggi inesorabili della fame , del tempo, della malattia,della disperazione , a combattere contro i dolori della vita .
Arte è quella sensazione di estatica meraviglia e abbandono che proviamo quando ci riscopriamo ad inseguire furtivi con lo sguardo batuffoli di nuvole che si susseguono sospese nel miracolo dell’atmosfera, come se non avessimo mai visto prima quell’azzurro…
e Pasolini questo lo sapeva bene..
L’arte per me è il miracolo della musica e della danza,veicoli straordinari di sensazioni ed emozioni che il nostro articolare umano non riuscirà mai completamente a raccontarci.
Il sentirmi parte e frammento di una storia lontana ma vicinissima nel cuore delle danze
bellissime della mia terra ,in quelle movenze e nei gesti antichi , in quelle braccia levate ,che sembrano voler esprimere il sogno atavico dell’uomo di spiccare il volo librandosi nella musica dalla terra verso il cielo .
Sono le dita di Andrea che scorrono sul pianoforte,
insegnandomi che la vera arte
è la purezza fatta di nobile ignoranza di chi comprende tutto pur non sapendo niente, che esiste un modo per essere liberi perfino dalla schiavitù di se stessi.
Ogni nota mi racconta qualcosa e mi parla di regioni sconfinate dell’animo umano ancora inesplorate.
L’arte lasciava la sua eredità negli occhi tristi di Roberto,
che non poteva più muoversi ma accarezzava dolcemente la sua chitarra con lo sguardo e il suo sorriso mi chiedeva di non dimenticare.
Se tu fossi ancora qui e potessi ancora parlarti ti direi ,amore mio,
che niente morirà di tutto ciò che amavi ..perchè ogni volta che prendo una matita in mano ,ogni volta che ascolto musica e anche adesso mentre sto scrivendo e le note di un valzer di Tchaikovsky riecheggiano nell’aria scuotendo l’anima di ogni cosa, tu sei qui con me e dentro di me .

Quella che io vorrei chiamare arte è la parte più vera di noi stessi ,la più pura. Lasciateci il diritto di poter continuare ad alimentare i nostri sogni
anche quelli impossibili
perché io credo che le parti più belle dell’uomo siano le ali.
Cosa ne sarebbe stato di Shakespeare senza il vaneggiare meraviglioso e folle del suo Amleto?
Non offendetela mai con il vostro sterile pontificare.
Non appiattitela con le vostre banali semplificazioni,cantiamo la bellezza inesauribile di ciò che sta per scomparire e che vogliono toglierci con prepotenza,
non serve imbrogliare , non è necessario competere , basta mettersi nella condizione di ascoltare e un’onda immensa travolgerà il vostro spirito.
Impariamo a difenderla..a promuoverla…è un valore importante,
un bene inestimabile che ci accomuna e ci lega tutti rendendoci parte di uno stesso
sconfinato oceano.
Rossella C.

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