
Parteciperò.
Nascosto da un decennio
rivoglio il mio mondo di parole,
nei meandri umidi di troppa solitudine
potrebbe anche sbocciare un fiore,
ma subito appassirrebbe,
soffocato dal rombo di un silenzio,
assolo per urla a bocca chiusa.
Senza vedere attraverso ad un solo orizzonte,
rivoglio il mio mondo di luce,
disperso tra arcobaleni di buio,
che i soli pensieri senza forma e senza sfogo,
proiettano sul muro dell'indifferenza.
Rivoglio il mio mondo di suoni,
dopo i ritmi sordi di tromboni senza ritegno,
delle cornamuse della sera,
nel pasticcio di melanzane di mille proclami televisivi.
Nella sera della ragione ascolto i gemiti di passati rancori.
Senza se e senza ma
rivoglio completarmi nel senso dei sensi,
come una mano di bimbo colorata,
disegnare ghirigori su di una tela immacolata.
Arcobaleni di sensazioni dal tavolino di un caffè,
intorno bianca pietra d'Istria del mare il riverbero diffondere,
sotto lo sguardo complice
di Micheze e Jackeze.
Maurizio Clicech


