Tutti i contenuti pubblicati sono di proprietà esclusiva degli autori.
-TUTTI I DIRITTI RISERVATIALL RIGHTS RESERVED TOUS LES DROITS RESERVES -

I diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica,di riproduzione e di adattamento anche parziale, con qualsiasi mezzo, sono riservati per tutti i Paesi .


Per una corretta fruizione bisogna abilitare i popup per blogspot.

lunedì 19 gennaio 2009

La mia vita.

Vita da poeta controcorrente,
soffrendo l’alterigia del contesto,
da sempre cercando qualcosa,
forse solamente il profumo di una rosa.
Felicità ricevendo da ogni piccola cosa,
sentire il dolore degli altri nei propri pensieri.
La volontà di cambiamento
supportata solo dalla penna e da un foglio bianco,
inizialmente,
coprirsi poi di astratti ghirigori,
versi, non basta.
In questo strano universo
di falsi bisogni,
di ignoranza programmata e diffusa,
del visibile predominante sull’essere,
la sola forza dei versi
non basta.
Verrai celebrato non per le tue opere
ma solamente per quanto hai pagato
il tuo SUV.
Io, poeta controcorrente,
vado a piedi,
ho un’automobile che gli altri,
color che vivere sanno,
non avrebbero mai comperato,
eppur, si muove,
io poeta controcorrente,
triste in questo mondo senza gioia,
non trovo più sereni sorrisi,
guardandomi intorno,
ma biechi ghigni su improponibili labbra.
Non lo so dove andremo,
il nostro viaggio potrebbe assumere
contorni oscuri,
se il senso di marcia si dovesse,
anche se lentamente
invertire,
rendendoci per dolce
una nuova, necessaria,
servitù della gleba.
Poeta controcorrente soffro,
questo momento senza futuro,
nello sperpero assurdo,
di ogni umano buonsenso.


Maurizio Clicech

mercoledì 14 gennaio 2009

UNA WEB RADIO PER LA POESIA


ARTXENIA RADIO

E'

TRA NOI PER NOI



Uno spazio podcast dove proporre e proporsi in streaming audio.

%

lunedì 12 gennaio 2009

INTERMEZZI

Intermezzi di violenta guerra interrompono una santa pace,
del buon senso più che dei sensi,
immagini di altrove,
bambini morti sepolti dall’ignominia adulta
far capolino a testimoniare un orrore
che comunque è altrove.
Nessuna guerra potrà mai essere giusta,
al limite giustificabile,
turandosi ogni senso col prosciutto del nostro quieto ben vivere.
I bimbi soffrono sempre per primi,
le colpe dei padri
l’ignavia dei saggi
le contingenze negative
gli sforzi di pace
le tensioni ai confini
i regali al nemico
i cortesi contraccambi,

i bimbi soffrono per primi la fiducia nel futuro.

Ma feroci orchi si aggirano per carpire….
Orchi senza presente
Adulti senza futuro
Bambini un tempo forse
O forse nemmeno,
Innocenti colpevoli di esser stati, allora,
Solo bimbi, da altri,Usati.

Soffrire con gli occhi ignari,
soffrire e morire, angeli senz’ali
senza aver potuto volare una vita,
solo una vita e null’altro.

I cimiteri per date di guerra
Riportano ordinati i bimbi sepolti
Dalle proprie case,
certezze di solide mura
annullate in un sordo boato
e poi più nulla.
Ordinati in file
10 giugno 1944.
Era qua…ma tanto tempo fa:
ormai come se fosse altrove.

Bambini soffrire con gli occhi ignari
I giocattoli perduti degli adulti
Uova colorate,
allegre,
portarsi via occhi innocenti,
manine innocenti
piedini innocenti
vite innoncenti,
ma era tanto tempo fa,
era qua,
ma è come se fossero altrove.
Ma ditelo all’occhio di Roberto,
alle dita di Giacomo,
Al piede di Giuliano,
al futuro di Marino,
voce bianca per sempre,
sarà difficile convincerli,
che oramai è come se fosse altrove.

Alle parate degli eroi non portano mai le carrozzelle dei reduci,
…quelli che si rovinano per bettole o peggio
per convincersi che era altrove.

Nessuna guerra potrà mai essere giusta,
ma solo giustificabile,
se nel novero dei danni collaterali,
finalmente figureranno gli attori
che da sempre soffiano sul fuoco
e agli altri fanno pagare
lo scotto di quei soffi sulla brace..

Se c’è un inferno,
quello è il loro paese
la loro fede
il loro credo.

I bambini sono il nostro futuro,

questo dovrebbe bastare.

Ma noi
Non sappiamo più amare.



Maurizio Clicech




venerdì 9 gennaio 2009

NON SOLO SENSAZIONI


...Quando scende quel qualcosa che preme

dappertutto e penetra le corde dell'io

e non sai che dire...forse solo "Ho tanto freddo e schifo..."

ricordando ad ampia immagine

una "Luci a San Siro" come non mai...

e ritrovare in quelle scene musicali anche un po' di sè...


Mannaggia...dove sono gli amici stasera,
mannaggia... loro non sanno dell'incubo
e poi...poi c'è la diretta domani...già...
ma chissà perchè c'è tanto silenzio e nausea...
Ricordo Carlo, quando scrisse " La nausea media"...
un libro che mi è rimasto addosso e come lo sentivo vent'anni fa
lo percepisco adesso, stasera...


Tu dove sei...??
Tu che hai inebriato altre illusioni per le feste di Natale
e poi...scivoli via coi sogni...
non sai...nemmeno tu.

Ma un tempo lo sapevi.

Eccome.

Oddio. "Alice ti aiuta" mi sta tartassando anche oggi,

ma chi aiuta? Per cosa?
Da questo video non esce il calore di casa,
il bacio di Nenè, le coccole di Perla e Macky,
il ronf ronf di Tato... no!

Esce l'incognita.

Da un lato sento la tv caciarona del venerdì,
dall'altro l'emmepitre che manda "Emozioni" gocciolando
sulla foto di Lucio che pare uscire dalla vetrina...

Il letto grande, lo scaldotto che tampona le ferite
e chi mi vuole bene, da una fredda chat,
solletica i miei sensi di colpa.

Ma dovrei averli?
Sarò strana...stupida, ma non lo so.

Abbandonata in un piatto d'argento di mamma
la raccomandata... pensare che ho sporcato anche il catrame...
e...pagare, pagare...ancora, sempre.

Si paga coi denari, non solo 30 mannaggia,
ma si paga soprattutto con la dignità.
Sono qui e la cosa più stupefacente è che sono diventata
una cretina, ancora di più...


Adesso a nessuno importerà di tutto questo,
ma non sono solo sensazioni,
possono essere momenti di luna o di luce,
di mondo apparente o reale.


Io ...magari sto svolazzando in un mondo non mio
e nemmeno meritato visto che non posso nemmeno
lasciare traccia del mio passo con del sangue..su una strada
che odio, che ho odiato sin dal primo tragitto, come fosse presagio...


Ma io non volevo sporcare nè dare fastidio.

Avrei dormito volentieri quel giorno.

Avrei disertato e fatto altro se ci fosse stato...

Chissà.


E domani non so. Nessuno sa.

E io mi sento come la pentola sul fuoco
senza l'acqua o, peggio ancora,
come il vento vagante senza foglie da sollevare.

Mio Dio.

Dimmelo tu.

Che accidenti è questa tristezza scesa
a macinarmi le mani e i capelli,
gli occhi e la voce.


Ma... the show must go on...!


Divinafollia

mercoledì 7 gennaio 2009

Mi chiamo Anna

MI CHIAMO ANNA


Mi chiamo Anna
perché era il nome della nonna

e la mattina vado a scuola da sola...
Ormai sono grande ,
frequento la quinta elementare
e la mia mamma lavora lontano,
così si alza molto presto la mattina
e io dormo ancora...

Oggi non ho voglia di andare a scuola...
la casa è silenziosa, c’è la colazione sul tavolo
della cucina, con tutto quello che mi piace...
Però appena esco dalla porta e chiudo a chiave
il mio cuore batte più forte ed ho paura...
Sulla strada che percorro c’è un portone
e da lì esce un orco orrendo...

All’inizio era buffo, ma simpatico,
mi regalava dei lecca-lecca colorati
che io portavo alle mie compagne di classe...
Poi però ha cominciato a giocare con me,
ma io non conosco quel gioco e mi fa molto male,
mi trascina in una cantina buia e dice:
"Dai piccola che ci divertiamo, ma deve essere
un nostro segreto, altrimenti tua mamma morirebbe
di dolore e i tuoi amichetti ti prenderebbero in giro..."
Puzza di vino l’orco e non mi chiama Anna,
è cattivo perché mi fa arrivare tardi a scuola
e poi mi esce il sangue dal pancino...
Qualche giorno fa ho vomitato e la bidella
mi ha accompagnato nell’ufficio del mio papà...
Lui potrebbe sconfiggere quell’orco,
ma quando gliel’ho chiesto mi ha preso in giro
e mi ha sgridato perché dice che guardo troppo la tv.
Oggi non ho voglia di andare a scuola, ma se rimango
qui nel mio lettino lo diranno alla mia mamma...
ma non posso raccontarle che ogni giorno incontro l’orco...
lei ne soffrirebbe e il suo sorriso che mi accoglie
ogni sera svanirebbe dal suo viso...

Mi chiamo Anna
e oggi, anche oggi, vado a scuola.



(Note: Tratto da una storia vera)


Silvia Denti

CONTRO LA PEDOFILIA